GCHQ/NSA: Il Programma HACIENDA

Wissen | Hintergrund

Depuis les débuts du protocole TCP, des scans de ports ont été utilisés par des hackers pour localiser des systèmes vulnérables. Des documents classifiés top secrets vus par Heise (portail allemand d'actualités technologiques) révèlent qu'en 2009, l'agence d'espionnage britannique GHCQ a transformé les scans de ports en un outil utilisé par défaut contre des pays entiers

Britischer Geheimdienst GCHQ
Headquarter of the GCHQ

Translation: Luca Saiu

Translations of this article are also available in German, Englisch, French and Spanish.

Fin dagli albori di TCP, il port scanning viene usato dai criminali informatici per individuare sistemi vulnerabili. Un nuovo gruppo di documenti top secret verifi cato da Heise rivela che nel 2009 l'agenzia di spionaggio inglese GCHQ ha reso i port scanners uno "strumento standard" da applicare contro intere nazioni (figure1). Ventisette paesi sono elencati come obiettivi del programma HACIENDA nella presentazione (figure2), che è fornita con un'offerta promo- zionale: i lettori che vogliano fare ricognizione nei confronti di un altro paese devono semplicemente inviare una e-mail (figure3). I documenti non specificano i dettagli di alcun sistema di controlli e contrappesi, né giustificano in alcun modo una tale azione. È da notare anche come la possibilità di fare port-scanning su un paese intero non sia un'ipotesi fantastica; nel 2013 è stato implementato un port scanner chiamato Zmap, in grado di fare scanning sull'intero spazio degli indirizzi IPv4 in meno di un'ora, usando un solo PC. L'uso massiccio di questa tecnologia può quindi rendere qualsiasi server ovunque, grande o piccolo, un obiettivo per sabotatori criminali che lavorino per qualche stato.

La lista dei servizi presi di mira include servizi ubiqui come HTTP e FTP, e anche dei protocolli amministrativi diffusi come SSH (Secure SHell protocol { usato per l'accesso remoto ai sistemi) e SNMP (Simple Network Management Protocol { usato per l'amministrazione di rete) (figure4). Poiché nel frattempo sono stati sviluppati strumenti di port scanning come Zmap che permettono a chiunque di fare scanning massiccio, non è tanto la tecnologia usata ad essere sorprendente in questo caso, quanto la scala enorme e la pervasività dell'operazione.

La prossima sezione fornisce del background sul funzionamento degli strumenti di port mapping e su quali informazioni si possano ottenere per mezzo di essi, in modo da rendere chiaro cosa diventi possibile nel momento in cui un attore-statoli utilizzi su vasta scala.

The Authors

  • Julian Kirsch is finishing his Master's degree at the Technische Universität München, where he will soon join Prof. Eckert's chair for computer security to pursue a doctorate degree. His research interests include reverse engineering and counter-espionage.
  • Christian Grothoff is funded by the Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) under ENP GR 3688/1-1 until the end of August 2014. He is now moving from the Technische Universität at München to Inria Rennes, where he will start a research team in the area of secure decentralized networks. His research interests include compilers, programming languages, software engineering, networking and security.
  • Monika Ermert is a freelancer for heise online and has written on DNS, DNS security and more issues for a many years.
  • Jacob Appelbaum is an investigative journalist.
  • Laura Poitras is a documentary film maker and journalist living in Berlin.
  • Henrik Moltke is an investigative journalist.

Il protocollo usato piu comunemente su Internet è il TCP { Transmission Control Protocol. Ogni volta che si invia un'email o si svoglia una pagina web, TCP è il protocollo usato per trasferire dati in modo adabile tra clients e servers. Gli strumenti di port-mapping sfruttano un problema strutturale in TCP per determinare quali servizi sono attivi su un sistema; fin dagli albori di TCP il port scanning viene usato da chi voglia attaccare per localizzare i sistemi vulnerabili. Ogni volta che un client TCP vuole comunicare con un server TCP, le due parti eseguono quella che viene chiamata la "stretta di mano in tre tempi" di TCP. Il fondamento degli strumenti di port mapping è un difetto di concezione di questa stretta di mano: durante la stretta di mano il server rivela informazioni sulla disponibilità di un servizio senza controllare alcuna autorizzazione del cliente.

La figure5 mostra la sequenza di pacchetti TCP inviati per stabilire una con- nessione. Una connessione viene stabilita come segue: l'host che intende iniziare la connessione prima invia un pacchetto TCP SYN ("synchronize"). Se l'host destinatario accetta la richiesta di connessione, invia un pacchetto SYN/ACK ("synchronize/acknowledge"). Dopo aver ricevuto una risposta positiva, l'host che ha iniziato la connessione invia un paccketto ACK ("acknowledge"), che termina la stretta di mano in tre tempi di TCP. La stretta di mano in tre tempi permette a un avversario di determinare facilmente se a una data porta su un host su Internet viene offerto un qualche servizio TCP: se la porta TCP è chiusa, il server reagisce diversamente al pacchetto TCP SYN (figure6), inviando un pacchetto RST ("reset") invece del pacchetto SYN/ACK che invierebbe in caso di porta aperta. Quindi un avversario può facilmente mappare i servizi Internet considerando le differenti risposte dei servers in relazione ai ussi di pacchetti illustrati rispettivamente nelle Figure 5 e 6.

Oltre ad eseguire semplici port scans il GCHQ scarica anche i cosiddetti banners e altre informazioni facilmente disponibili (figure4). Un banner consiste di dati, tipicamente in formato testo, inviati da un'applicazione quando si connette a una porta associata; questo spesso mostra informazioni sul sistema e sull'applicazione, compresi il numero di versione e altre informazioni utili per chi è alla ricerca di sistemi vulnerabili. Una ricognizione eseguita sulla scala massiccia rivelata nei documenti indica come l'obiettivo sia una raccolta dati attiva per mappare tutti i servizi vulnerabili, e non limitata a obiettivi definiti. Diversamente del cliché secondo cui si "ascolta tutto", i documenti presentati mostrano un'interazione attiva con reti e sistemi.

Preparandosi ad attacchi contro i servizi offerti attraverso SSH e SNMP, l'agenzia di spionaggio mira a infrastrutture critiche come i sistemi usati per la manutenzione di rete.

Come mostra l'esperienza delle intrusioni in Belgacom e Stellar , quando il sistema informatico o le credenziali di rete di un impiegato possono essere utili, i sistemi e le persone vengono presi di mira e attaccati.

Il database risultate dalle scansioni viene poi condiviso con altre agenzie di spionaggio dell'alleanza "Cinque Occhi" (figure7), che include gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito, l'Australia e la Nuova Zelanda. MAILORDER è descritto nei documenti come un protocollo di trasporto sicuro usato tra le agenzie di spionaggio dei Cinque Occhi per scambiarsi i dati raccolti.

Il processo di fare scanning su interi paesi e ricercare infrastrutture di rete vulnerabili per prenderne il controllo è consistente con il meta-obiettivo di "do- mininare Internet" – e Mastering the Internet è anche il nome di un programma di intercettazioni del GCHQ. Queste agenzie di spionaggio tentano di attaccare qualsiasi sistema possano, presumibilmente allo scopo di usarlo come ponte per ottenere accesso ad ulteriori sistemi; un sistema può essere attaccato semplice- mente in quanto potenziale strumento per ottenere un cammino di accesso verso un obiettivo di spionaggio di valore – anche in assenza di qualsiasi indizio che una tale situazione si possa prima o poi verificare. Usando questa logica ogni apparecchio diventa un obiettivo da colonizzare, poiché ogni apparecchio control- lato con successo è teoricamente utile come mezzo di infiltrazione e monitoraggio, o come una risorsa operativa contro un ulteriore possibile obiettivo.

Il port scanning e il download dei banners al fine di identificare quale software operi sul sistema preso di mira non sono che il primo passo dell'attacco (figure8). I documenti top secret di CSEC, NSA e GCHQ verificati da Heise mostrano che le agenzie di spionaggio coinvolte seguono la metodologia comune del crimine organizzato online (figure9): la ricognizione (figure10) è seguita dall'infezione (figure11), dalla messa sotto controllo (Figure 12), e infine dall'esfiltrazione (figure13). La presentazione della NSA rende chiaro come l'agenzia adotti la mentalità dei criminali; le slides discutono le tecniche in questione e mostrano delle screenshot dei loro strumenti che supportano questo processo criminale (Figure 14, 15 e 16).

La NSA è nota per essere interessata agli attacchi 0-day, ossia attacchi basati su vulnerabilità largamente sconosciute, per cui non esistano patches. Una volta che un avversario armato con attacchi 0-day abbia scoperto un servizio vulnerabile che gira su un sistema, la difesa diviene praticamente impossibile. È improbabile che le firewalls offrano una protezione suciente, a causa degli amministratori di rete che possono necessitare comunque di accesso remoto, o delle agenzie di spionaggio che possono aver già infiltrato la rete locale ; inoltre aggiungere componenti addizionali in una rete interna, come firewalls amministrate via SNMP, potrebbe addirittura aprire nuove vulnerabilità.

La figure8 punta a un ruolo particolare di HACIENDA nell'infrastruttura dei paesi membri del gruppo di spionaggio, particolarmente l'estensione della loro infrastruttura coperta. I documenti top secret verificati da Heise descrivono il programma LANDMARK, un programma dell'agenzia di spionaggio canadese CSEC per espandere l'infrastruttura coperta (figure17).

L'infrastruttura coperta include i cosiddetti Operational Relay Boxes (ORBs), degli hosts usati per nascondere la posizione dell'attaccante quando i Cinque Occhi lanciano attacchi contro obiettivi per rubare dati (Figure 18). Diverse volte all'anno il gruppo di spionaggio tenta di prendere controllo del maggior numero di macchine possibile, purché si trovino in altri paesi. Per esempio nel febbraio del 2010 ventiquattro spie hanno individuato oltre 3000 ORBs potenziali in un solo giorno di lavoro (figure19). In ogni caso, poiché leggere i risultati del port scanning fornito da HACIENDA era considerato troppo laborioso (figure20), il processo è stato automatizzato tramite il sistema automatico OLYMPIA (figure21). In conseguenza di questo le spie si vantano di poter localizzare apparecchi vulnerabili in una sottorete in meno di cinque minuti (figure22).

I canadesi non sono i soli a usare HACIENDA per localizzare macchine da attaccare e trasformare in ORBs. Nel GCHQ, la caccia agli ORBs è organizzata come parte del programma MUGSHOT (figure23). Il GCHQ ha anch'esso automatizzato il processo, e a causa di questo dichiara un'accuratezza significativamente migliorata (figure24). Ancora, l'informazione ottenuta da HACIENDA ha un ruolo di primo piano (figure25). Un punto centrale è che con MUGSHOT il GCHQ integra i risultati di scansioni attive (HACIENDA) e il monitoring passivo (figure26), per "capire tutto ciò che è importante di tutte le macchine su Internet".

Gli amministratori di sistema e di rete adesso sono esposti alle minacce di spionaggio industriale, sabotaggio e violazioni di diritti umani create da avversari che sono stati-nazione, che attaccano indiscriminatamente l'infrastruttura di rete e forzano i servizi. Un simile avversario ha bisogno di ben poche ragioni per un attacco al di là della semplice possibilità di ottenere accesso, ed è supportato da un budget di diversi miliardi di dollari, immunità dalla giustizia, e collaborazione forzata dalle compagnie dei paesi dei Cinque Occhi. Come risultato, ogni amministratore di sistema o di rete deve preoccuparsi di proteggere il suo sistema da una minaccia di un livello senza precedenti. In particolare i cittadini dei paesi fuori dai Cinque Occhi si ritrovano, come conseguenza di questo programma, un grave peggioramento dello stato di sicurezza, privacy e resilienza dell'infrastruttura.

Le agenzie di spionaggio stanno usando il loro potere per ottenere controllo dei sistemi in Internet, e da l proiettare potere. Le loro azioni seguono il modello tipico di comportamento dei cyber-criminali, facendo ricognizione tramite port scanning attivo e passivo per identificare vittime potenziali. Data questa grave minaccia, gli amministratori di sistema devono migliorare le loro misure difensive e, in particolare, ridurre la visibilità dei servizi non pubblici. Le patches dei servizi non proteggono dagli attacchi 0-day, e le firewalls possono essere inapplicabili o insucienti. Nella seconda parte del nostro articolo introdurremo un'ulteriore opzione perché gli amministratori di sistema possano rendere i servizi di amministrazione non pubblici meno visibili dalle operazioni di ricognizione. Standardizzando queste tecniche la comunità può contrastare il tentativo dei servizi di sicurezza di dominare Internet.

In questo articolo descriveremo una nuova variante di port knocking basata sul modello avversario di uno stato-nazione che faccia scanning attivo, e che offre quindi qualche protezione dal programma HACIENDA, potenzialmente bloccando le agenzie di spionaggio nella fase di ricognizione.

Mentre difendersi da vulnerabilità sconosciute nei servizi pubblici è piuttosto dicile è molto piu semplice minimizzare la propria impronta visibile, e quindi la propria superficie d'attacco per i servizi amministrativi. Il port knocking è un metodo ben noto per rendere i servers TCP meno visibili in Internet. L'idea di base è che un server TCP non risponda (positivamente) a una richiesta TCP SYN a meno che prima non sia stato ricevuto un pacchetto particolare "knock". Questo può essere d'aiuto per la sicurezza, poiché un attaccante che non possa stabilire una connessione TCP non potrà arrivare al server TCP.

Comunque le tecniche di port knocking tradizionali in genere non con- siderano un avversario come uno stato-nazione moderno. Specificamente un port scan non è l'unico metodo per apprendere l'esistenza di un servizio; se l'accesso al servizio ha luogo attraverso una rete ove l'avversario può ascoltare il traco, l'avversario può osservare la connessione e da questa dedurre l'esistenza del servizio. Un attaccante stato-nazione può anche essere in grado di osservare l'intero traco del client TCP, ed eseguire attacchi man-in-the-middle sul traco che origina dal client. In particolare, con routers compromessi nell'infrastruttu- ra, è possibile eseguire un attacco man-in-the-middle per appropriarsi di una connessione TCP immediatamente dopo il completamento della stretta di mano TCP iniziale. Un attaccante avanzato in controllo dei routers può anche tentare di identificare l'uso di port knocks insucientemente nascosti individuando dei patterns inusuali nel traco di rete. Comunque, può essere ancora sicuro fare l'ipotesi che questo avversario non consideri sospetta una stretta di mano TCP standard, visto che è estremamente comune.

TCP Stealth ("Discrezione in TCP") è una bozza della IETF che descrive una variante di port knocking facile da mettere in opera e nascosta (Julian Kirsch, Christian Grothoff, Jacob Appelbaum, and Holger Kenn: Tcp stealth, August 2014. IETF draft). TCP Stealth incorpora il token di autorizzazione nel TCP ISN, e permette alle applicazioni di aggiungere delle protezioni sul payload. Di conseguenza TCP Stealth è dicile da individuare in rete visto che il traco è indistinguibile da una normale stretta di mano a tre fasi TCP, e gli attacchi man-in-the-middle e replay sono mitigati dalle protezioni sul payload. TCP Stealth funziona sia con IPv4 che con IPv6. TCP Stealth è utile per qualsiasi servizio con un gruppo di utenti di dimen- sione abbastanza limitata da rendere pratica una condivisione di passphrase con tutti i membri. Gli esempi includono accessi amministrativi SSH o FTP ai servers, i ponti Tor, servers personali POP3 o IMAP(S) e reti overlay friend- to-friend e peer-to-peer. La maniera piu semplice di utilizzare TCP Stealth è attraverso il supporto di un sistema operativo.

TCP Stealth è disponibile per sistemi basati sul kernel Linux attraverso la patch Knock . Se i kernels includono questa patch, il supporto TCP Stealth si può aggiungere alle applicazioni attraverso una semplice chiamata setsockopt(), o pre-caricando la libreria libnockify e impostando le relative variabili d'ambiente.

Poiché il kernel Linux uciale non supporta ancora Knock è necessario applicare una patch al kernel della macchina ove si intenda utilizzarlo. Applicare la patch al kernel è molto semplice:

1. Prima di tutto, scaricare i sorgenti del kernel desiderato da https://www. kernel.org, se si intende usare un kernel uciale. Molte distribuzioni adattano il kernel e quindi forniscono dei sorgenti modificati, che alcuni utenti preferiscono.

2. Una volta che i sorgenti sono dispinibili, scaricare la patch Knock ap- propriata da https://gnunet.org/knock. Si noti che, in caso si voglia provare una versione del kernel non tra quelle elencate nel sito web di Knock, la migliore opzione è usare le patch per le versioni piu vicine.

3. Entrare nella directory dei sorgenti del kernel (si rimpiazzi la parte <your- version> a seconda delle versioni del kernel e della patch), e applicare le patches (ulteriori informazioni su come applicare ed annullare una patch sono disponibili sugli archivi di kernel.org ):

$ cd linux-<your-version>/

~/linux $ patch -p1 < /path/to/knock/patch/tcp_stealth_<your-version>.diff

4. Ottenere la configurazione del kernel in esecuzione. Esistono diversi metodi:

(a) Le distribuzioni Debianoidi mantengono una copia dei parametri di configurazione in /boot; si può copiare il file di configurazione nella directory corrente tramite il comando seguente:

~/linux $ cp /boot/config-$(uname -r) .config

(b) Molte altre distribuzioni compilano il kernel abilitando la possibilità di leggere la configurazione corrente dal filesystem /proc/:

~/linux $ zcat /proc/config.gz > .config

(c) Se nessuno dei due casi sopra si applica si può tentare di usare la configurazione di default:

~/linux $ make defconfig

Questo comunque tende a non produrre una configurazione perfetta in termini di prestazioni e stabilità.

5. Scegliere il default per tutti i parametri di configurazione che non sono nella configurazione corrente, visto che una versione nuova del kernel può introdurre opzioni di configurazione nuove:

~/linux $ yes "" – make oldconfig

6. Attivare Knock nella configurazione scegliendo Networking Support > Networking Options > TCP/IP networking > TCP: Stealth TCP socket support nel menu interattivo:

~/linux $ make menuconfig

7. A questo punto il kernel è pronto per la compilazione. Per compilare kernel e moduli:

~/linux $ make bzImage && make modules

La compilazione può richiedere del tempo. Su macchine multicore si può scegliere il numero di thread di compilazione passando l'opzione -j a entrambi i comandi make sopra.

8. Se la compilazione ha successo installare il nuovo kernel e tutti i moduli. Successivamente, creare un nuovo initramdisk per il kernel. Se sudo è installato:

~/linux $ sudo make modules_install && sudo make install

Altrimenti i comandi senza la stringa sudo si possono digitare ad un prompt di root.

9. Riavviare la macchina, e avviare il nuovo kernel attraverso il boot manager. La macchina adesso supporta Knock.

Knock può essere utilizzato senza modificare i sorgenti del programma. Questo può essere utile nei casi in cui il codice sorgente non sia disponibile o quando inserire le chiamate libc necessarie non sia fattibile, per esempio a causa di restrizioni imposte dalla logica dell'applicazione.

Per usare Knock in applicazioni esistenti viene fornita una libreria dinamica libknockify. L'utilizzazione di base di libknockify per abilitare Knock in un programma example program è la seguente:

KNOCK_SECRET="shared secret"

KNOCK_INTLEN=42

LD_PRELOAD=./libknockify.so

./example_program

Dopo di che, se l'applicazione example program comunica via TCP, libknockify imposterà le opzioni di sockets opportune per abilitare l'uso di Knock nel kernel. Nell'esempio la passphrase condivisa viene dalla variabile con valore shared secret, e la protezione dell'integrità del contenuto è limitata ai primi 42 bytes del payload dello stream TCP. Se la variabile KNOCK INTLEN non è impostata la protezione dell'integrità del contenuto è disattivata.

Gli sviluppatori di applicazioni possono integrate il supporto per TCP Stealth direttamente nel loro codice. Questo ha il vantaggio di permettere di controllare quali connessioni TCP hanno TCP Stealth attivato, il che potrebbe migliorare ulteriormente l'usabilità. Per abilitare il port knocking di base (ovviamente con un kernel che supporti Knock) l'applicazione deve semplicemente eseguire una singola chiamata setsockopt() dopo aver creato il socket TCP:

char secret[64] = "This is my magic ID.";

setsockopt (sock, TCP_STEALTH, secret, sizeof (secret));

Per la protezione d'integrità del contenuto, i clienti TCP devono inoltre specificare i primi bytes del payload che saranno tramsmessi in una seconda chiamata setsockopt(), prima di invocare connect():

char payload[4] = "1234";

setsockopt(sock, IPPROTO_TCP, TCP_STEALTH_INTEGRITY, payload, sizeof(payload)); connect (sock, ...);

write (sock, payload, sizeof (payload));

I servers che si aspettano la protezione d'integrità del contenuto necessitano semplicemente di una seconda chiamata setsockopt(), per specificare il numero di bytes che ci si aspetta che TCP Stealth protegga:

int payload_len = 4;

setsockopt(sock, IPPROTO_TCP, TCP_STEALTH_INTEGRITY_LEN,payload_len, sizeof(payload_len));

Oggigiorno la maggior parte degli apparecchi per utilizzatori finali accede a Internet attraverso un router gateway che esegue una traduzione di indirizzi di rete ("Network Address Translation", NAT). Anche se TCP Stealth è stato progettato per evitare l'uso di informazioni tipicamente alterate in NAT, alcuni apparecchi NAT modificano le timestamps TCP e gli ISNs, interferendo cos con il meccanismo di port knocking. La Tabella 1 riassume gli esperimenti di Honda e altri, che mostrano quanto comuni le modifiche di ISN siano in pratica negli apparecchi NAT.

Table 1 fournit un résumé des expériences de Honda et al. qui montrent à quel point la modification des ISN par des routeurs NAT est peu répandue en pratique (Michio Honda, Yoshifumi Nishida, Costin Raiciu, Adam Greenhalgh, Mark Handley, and Hideyuki Tokuda. Is it still possible to extend tcpß In Procee- dings of the 2011 ACM SIGCOMM Conference on Internet Measurement Conference, IMC '11, pages 181{194, New York, NY, USA, 2011. ACM.)
Tabella 1: Cambiamenti in ISN eseguiti da apparecchi per utilizzatori finali, a seconda della porta di destinazione secondo le misure di Honda e altri. (Michio Honda, Yoshifumi Nishida, Costin Raiciu, Adam Greenhalgh, Mark Handley, and Hideyuki Tokuda. Is it still possible to extend tcpß In Procee- dings of the 2011 ACM SIGCOMM Conference on Internet Measurement Conference, IMC '11, pages 181{194, New York, NY, USA, 2011. ACM.)

In termini di sicurezza TCP Stealth è limitato ai 32 bits del campo TCP ISN, e un avversario persistente potrebbe quindi avere successo per fortuna, o con un attacco a forza bruta. In ogni caso riteniamo che TCP Stealth fornirà protezione adeguata contro attacchi indiscriminati senza obiettivi precisi, come HACIENDA. Spostare i servizi amministrativi dalle porte standard può ulteriormente diminuire la probabilità di scoperta accidentale da parte di port scanners attivi.

Benché l'uso di protezione di integrità con TCP Stealth sia tecnicamente opzionale, il port knocking senza protezione d'integrità offre un grado di sicurezza limitato contro un avversario che osservi il traco di rete e si impossessi delle connessioni dopo la stretta di mano TCP iniziale.

Di conseguenza i protocolli di rete futuri dovrebbero essere concepiti per scambiare informazioni importanti all'inizio del primo pacchetto TCP. Sfor- tunatamente questo non è il caso per SSH, che invece espone un banner con informazioni sulla versione a un avversario, ben prima della stretta di mano crittografica. A causa di questi difetti di concezione nel protocollo, è attualmente necessaria una patch di offuscazione addizionale per fare uso delle protezioni di integrità di TCP Stealth con SSH.

Le soluzioni tecniche come TCP Stealth sono un mezzo per gli amministratori di rafforzare i loro sistemi proteggendo i servizi TCP interni dagli attacchi dei criminali, siano essi privati, motivati commercialmente o stati. Comunque, come recentemente affermato da Linus Neumann della CCC in OpEd for Heise, può darsi che non sia possibile ottenere una vittoria di lungo termine con mezzi puramente tecnici. Senza la necessaria volontà politica di proteggere legalmente, promuovere e finanziare dei sistemi di comunicazione sicuri, questa battaglia asimmetrica continuerà – e gli utenti perderanno. Neumann ha sottolineato come dei sistemi di comunicazione sicura siano possibili, ma i governi siano molto piu interessati alla perdita di controllo che a reti robuste, e quindi meno controllabili. Moltissimo lavoro politico rimane da fare; ma i fornitori di sistemi operativi e gli amministratori possono già oggi migliorare la situazione mettendo in opera delle soluzioni di sicurezza moderne.

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